REALTÀ POPOLARE FRASCATI, MONTA LA PROTESTA SULLA QUESTIONE ANTENNA

 

Di Massimiliano Massaccesi, coordinatore Roma Sud Castelli Romani Frascati

Si sta sollevando una vera e propria protesta attorno alla vicenda dell’antenna radio installata nei giorni scorsi nella parte bassa di Cocciano.
Tante le telefonate, tante le fotografie e i messaggi arrivati e che tempestato social e comune in queste ore.
Furibonde le reazioni di moltissimi cittadini preoccupati per l’ennesimo traliccio spuntato dal giorno alla notte e intorno al quale ci sono alcuni punti da chiarire.
Sembra che infatti nessuno dell amministrazione comunale ne fosse a conoscenza.
Nulla di illegittimo da parte dell ufficio preposto a cui formalmente non spettava alcun obbligo di informare sindaco e giunta, anche se una stazione radio, con un palo di quasi 40 metri eretto nelle immediate vicinanze di Cocciano dove già esiste una antenna proprio vicino al campo da rugby, forse avrebbe meritato maggiore attenzione e una diversa gestire della comunicazione.
Una installazione che su carta sembra essere del tutto regolare, anche per la Regione Lazio che ha rilasciato un nullaosta paesaggistico lo scorso settembre.
Medesimo copione che si ripete quindi anche nella città Tuscolana dopo l’analoga vicenda di un altro traliccio Iliad installato all’insaputa dell’amministrazione comunale nella vicina cittadina di San Cesareo.
Nessun allarmismo o caccia alle streghe, dicono, anche perché sarebbe anacronistico opporsi tout court alle nuove tecnologie ma è ormai condiviso che elevate concentrazioni di onde elettroniche siano potenzialmente dannose per la salute e la cura di alcuni tumori .
Queste implicazioni della salute che tra l altro riporta anche il PIANO ANTENNE del comune di Frascati 2006 aggiornato al 2013.
Un piano costato alla città 40.000 euro e prevede una mappatura di controllo dettagliata del territorio che tenga conto dei “piani di sviluppo futuri dei diversi gestori e dall’altra il rispetto ambientale sanitario sulle emissioni di onde elettroniche”. Un piano che permette di effettuare un controllo periodico dei campi elettromagnetici sui luoghi sensibili e delle vicinanze degli impianti per tutelare la salute degli abitanti.
Ad oggi non si ha notizia dei risultati di tale mappatura, ma siamo sicuri che ci saranno dei prossimi risultati.
Un piano che però di fatto disciplina esclusivamente i terreni di proprietà del comune e lascia ampia manovra ai gestori di telefonia che possono come in questo ultimo caso dell’antenna di Cocciano, bypassare l’amministrazione e rivolgersi al privato direttamente che dietro compenso mette a disposizione il suo terreno.
Un compenso che si aggira all’incirca tra i 12-14 mila euro annui.
Un piano antenne che necessita di essere rivisto e armonizzato rispetto all’evoluzione di un settore che ha subìto una brusca accelerata in una competizione spietata tra i vari gestori.
Alla luce di questi ultimi avvenimenti, meriterà una attenzione particolare della discussione della mozione presentata lo scorso 21 dicembre dal consigliere di opposizione Roberto Gherardi De Caldei e che verrà discussa con breve immediatezza nel consiglio comunale del 25 gennaio dove si parlerà di PRAEET acronimo di Piano di Riassetto Analitico dell Emissioni Elettromagnetiche Territoriali.
De Caldei propone di adottare in sostituzione dell’attuale piano antenne di cui la vicina Monte Porzio Catone (nonostante il dissesto finanziario) si è dotata anche su consiglio del Comitato di Tutela e Salvaguardia del territorio una nuova alternativa.
Un cambiamento che ha accolto il consenso del comune di Frascati mettendo d’accordo maggioranza e opposizione.
DiGherardi recita ancora che se non si sottopone ad un vero controllo ci sarà una guerra per l’istallazione di strutture selvagge in terreni privati.
La gestione e manutenzione del comparto tecnico/strutturale ad oggi non può essere gestita mediante il solo piano antenne di cui il comune di Frascati è dotato denominato P.R.A.E.E.T.
Città come Albano e Torri in Sabina, comuni premiati per ambito smart City e nuove tecnologie grazie all adozione della coppia degli strumenti sopracitati, non solo programmano e gestiscono reti ma organizzano come mandare onde per impedire un sovraccarico e difendono i loro territori tramite il TAR.
Quindi il sindaco e il consiglio comunale devono a breve convocare le varie commissioni e dare un mandato agli uffici di elaborare un bando per rivisitare il piano antenne e la stesura di un altro progetto