Intervista a cura di Stefania Zabeo Che cosa è Realtà Popolare

Realtà Popolare. Un nuovo movimento per una nuova strada da seguire

 

“REALTÀ POPOLARE” nasce come nuovo movimento politico emergente italiano, inserendosi nella forma e nei contenuti, nell’ampio spettro dei movimenti di ispirazione cattolico cristiana. La sua formazione culturale e professionale, rende ancor più facile la sua collocazione morale e sociale, in un contesto che ne esalta le caratteristiche umane, per esprimere e tracciare una nuova linea guida, che favorisca una svolta concreta e sicura nello scenario della politica italiana, e più precisamente vuol favorire un filo diretto di apertura e collaborazione tra stato e amministrazioni locali, tra Comuni e cittadini, per rigenerare quel tessuto di incontro e testimonianza, che ci rende attivi e trasparenti sul territorio.

Realtà popolare ha così deciso di farsi promotore, abbracciando e condividendo questa di apertura democratica e di italianità, che contraddistingue da sempre, gli ultimi grandi cambiamenti storici del nostro Paese. In ultima analisi, Realtà Popolare, e’ un movimento associativo e di partecipazione politica attiva, con l’obiettivo ultimo di migliorarsi e ampliarsi, dando a chiunque la possibilità di condividere questo programma, ed il modo di confrontarsi e crescere con vigore e soddisfazione sia umana che personale”.

Quali sono le vostre strategie per il futuro?

“L’incertezza che in questo momento non solo nel sistema istituzionale del paese ma anche nel sistema della finanza pubblica, ci impone a noi tutti di affrontare queste problematiche con determinazione e capacità. Con la nostra politica dobbiamo cogliere l’appello, l’invito, il messaggio che ci arriva dalla gente e invertire questa tendenza di una politica sciagurata che negli ultimi anni ha portato il nostro Paese su l’orlo del baratro.

Dobbiamo essere capaci di dare risposte sul territorio, sia a livello locale che nazionale. Dobbiamo riavviare i processi virtuosi di crescita e di sviluppo. L’ormai modifica del quadro strutturale dell’economia si riflette sempre con più drammaticità sulla struttura sociale.

E allora noi di Realtà Popolare ci impegniamo per dare delle risposte innovative e concrete al paese. I punti programmatici sui quali convergerà il nostro impegno sicuramente vanno a rispecchiare quelli che interessano un po’ tutte le problematiche che interessano il cittadino che noi mettiamo al centro del nostro modus operandi politico”.

Come vi posizionate nel panorama politico attuale?

“REALTÀ POPOLARE” specialmente in questi ultimi tempi si sta interfacciando con diverse realtà politiche di estrazione moderata del nostro paese. La loro attenzione nei confronti di Realtà Popolare è di massimo interesse, cogliendo nella Nostra politica la bontà delle proposte che potrebbero servire a dare una risposta concreta alla soluzione delle problematiche del nostro paese. Ovviamente qualunque eventuale accordo di collaborazione politica con altre realtà politiche verrà sempre fatto con l’imprescindibile condizione di mantenere inalterato il nostro status”.

Come valuta la politica oggi in Italia?

“Cosa penso del panorama politico italiano? La prima cosa che mi viene in mente riflettendo sulla questione politica è che si tratta di un sistema “distorto e inefficace”. Direi più una “IDIOCRAZIA” che una vera democrazia. Non è un problema esclusivamente italiano, perché lo ritengo strutturale alla forma politica della democrazia. Come funziona la “democrazia”? Privilegiando certe scelte rispetto ad altre, in base al proprio gruppo d’appartenenza ideologica (ma oggi non esistono più neppure le ideologie!)… o più semplicemente pensando al proprio parco-buoi elettorale, se parlassimo di politici.

La nostra politica si basa sulla RAPPRESENTANZA e non sulla COMPETENZA…questo è il vero problema! Il meccanismo naturale è questo: “se io sostengo questa tesi, in quanti voti elettorali si potrà tradurre?”. Un sistema assolutamente demagogico e finalizzato non ai reali bisogni e interessi del paese, ma del proprio successo personale. La democrazia non pone alcun limite a questa istintiva tendenza degli uomini politici e dei partiti che li rappresentano.

Mentre la società consumistica traduce tutto in corrispondente valore di denaro, i politici all’interno di essa traducono ogni pensiero e azione in possibili voti. Il risultato è che (per Costituzione) si creano molti fronti, chiamati poi ad una fusione innaturale in prossimità delle elezioni, quando si coagulano forzatamente in due fronti opposti, che poi si tradurranno in “governo” ed “opposizione”.

Come può funzionare bene un sistema nel quale l’unico obiettivo dell’opposizione è solamente quello di denigrare qualsiasi decisione governativa per sperare di catturare più voti e vincere le elezioni successive?

Qual è il vantaggio per un movimento politico di essere piccoli?

“Secondo me essere un piccolo movimento non è una questione di avere vantaggi o meno, ma semplicemente un modo di mettere in risalto idee e progetti innovativi che, all’interno degli apparati dei partiti storici, difficilmente troverebbero probabilità di essere presi in considerazione.

Nei grossi partiti raramente prevale la meritocrazia, anzi, spesso questa deve lasciare il passo alle esigenze strutturali e agli interessi di chi usa il potere politico non con le giuste finalità indirizzate al bene della comunità. Chi come noi invece finalizza il proprio impegno in politica esclusivamente per contribuire a ridare dignità e credibilità alla politica e rimetterla al servizio della comunità, non riuscirà mai a scendere a compromessi. Per noi che ci impegniamo in politica per passione e dovere civico c’è solo un modo di concepire il fine. Cioè, servire la politica e non servirsene”.

Con il COVID non c’è la possibilità di incontrarsi : come state affrontando questa emergenza?

“Luoghi comuni come piazze, strade, giardini, teatri, nel giro di pochissimo tempo hanno cambiato radicalmente aspetto: il coronavirus ci ha allontanato da loro perchè diventati ormai “pericolosi”. Molte sono le iniziative che abbiamo attuato in questo particolare momento di lontananza forzata per farci sentire comunque vicini, ad esempio: call conference, chat tematiche e altre iniziative utili per facilitare l’esercizio della nostra attività politica. “Distanti, ma uniti””