VIOLENZA DOMESTICA “Significato, aspetti normativi e tutela

Avv. Simona Beccaccioli
Responsabile politico Realtà Popolare provincia di Terni

Di Simona Beccaccioli

Con questo articolo non si vuole fare un elencazione sterile del fenomeno, oggigiorno la società si trova frequentemente di fronte ad accadimenti tragici che sfociano in atti di violenza provocando un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le vittime, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.

L’aspetto psicologico della fattispecie e soprattutto il pieno convincimento dell’essere “donna” in modo libero, lontano da un concetto di possesso e sopraffazione, rappresenta il “vulnus” fondamentale per un approccio risolutivo.

La società attuale consente a tutte le donne di prendere coscienza delle proprie potenzialità, del proprio valore, ma il passo decisivo dipende sempre e soltanto dalla consapevolezza che ogni singola donna dovrebbe riconoscere a se stessa.

“Realtà Popolare” ha deciso di farsi promotore di tale drammatica problematica, sostenendo e promuovendo una politica volta a fornire risposte concrete, sia a livello locale che nazionale.

L’aspetto fattuale riguarda la tutela delle vittime di violenza, offrendo un supporto non soltanto ideologico ma scendendo in campo con attività di sostegno finalizzate alla condivisione di un cammino comune sulla impervia strada della risoluzione dei problemi.

Attualmente la legge n. 69/2019, in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Instanbul, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne.

L’elemento principale è il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione e discriminazione dei diritti umani .

Secondo i dati diffusi nel 2019 dal rapporto “Femminicidio e violenza di genere in Italia” della Banca dati di Eures, la violenza di genere non cala.
Non parliamo di omicidi di donne, ma di “femminicidi” nel suo reale significato, “una violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna proprio perchè donna. Quando parliamo di femminicidio quindi non stiamo semplicemente indicando che è morta una donna, ma che quella donna è morta per mano di un uomo in un contesto sociale e psicologico, che permette e avalla la violenza degli uomini contro le donne”.

Secondo recenti dati Istat nel 2019 una donna su mille si è rivolta a un centro antiviolenza e due su tre di loro – 29 mila – sono state prese in carico, cioè hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza.
Quello che vuole Realtà Popolare è che TUTTE le donne siano aiutate ad intraprendere un percorso di libertà e che TUTTE le donne non siano più vittime di abusi di alcun genere; non esiste la donna di serie A e quella di serie B.

La realtà è comunque più complessa delle statistiche, la “violenza” assume i contorni più disparati e spesse volte di difficile individuazione.

La legge n. 69 del 2019,, che abbiamo menzionato sopra ribattezzata come “codice rosso”, ha innovato e modificato la disciplina penale, sostanziale e processuale, della violenza domestica e di genere, corredandola di inasprimenti sanzionatori.

Tra le novità è previsto uno sprint per l’avvio del procedimento penale per alcuni reati: maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime.
Al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il giudice può aggiungere l’utilizzo di mezzi elettronici come l’ormai più che collaudato braccialetto elettronico. Il delitto di maltrattamento contro familiari e conviventi viene ricompreso tra quelli che permettono l’applicazione di misure di prevenzione.

Iniziative lodevoli da parte della nostra legislazione ma ancora oggi ritenute di difficile applicazione, soprattutto per i tempi, che non consentono valutazioni a lungo termine poiché, nel caso specifico, il tempo è elemento fondamentale per salvare la vita.

I tratti fondamentali di “Realtà Popolare” sono quelli di agire per conciliare emancipazione e liberazione, quelli di credere in un diritto modificabile dal “basso” ovvero da parte di tutta la popolazione, quello di impegnarsi per una liberazione sia soggettiva che collettiva.
L’idea è quella di dialogare con le istituzioni, fare pressione su di esse, perchè tutte le donne possano vedere un miglioramento della propria condizione di vita mettendo a disposizione una mail dedicata per raccogliere le richieste di aiuto che non rimarranno inascoltate ma che saranno oggetto di reale riscontro.

VIOLENZA DOMESTICA
“Significato, aspetti normativi e tutela”.

Con questo articolo non si vuole fare un elencazione sterile del fenomeno, oggigiorno la società si trova frequentemente di fronte ad accadimenti tragici che sfociano in atti di violenza provocando un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le vittime, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.

L’aspetto psicologico della fattispecie e soprattutto il pieno convincimento dell’essere “donna” in modo libero, lontano da un concetto di possesso e sopraffazione, rappresenta il “vulnus” fondamentale per un approccio risolutivo.

La società attuale consente a tutte le donne di prendere coscienza delle proprie potenzialità, del proprio valore, ma il passo decisivo dipende sempre e soltanto dalla consapevolezza che ogni singola donna dovrebbe riconoscere a se stessa.

“Realtà Popolare” ha deciso di farsi promotore di tale drammatica problematica, sostenendo e promuovendo una politica volta a fornire risposte concrete, sia a livello locale che nazionale.

L’aspetto fattuale riguarda la tutela delle vittime di violenza, offrendo un supporto non soltanto ideologico ma scendendo in campo con attività di sostegno finalizzate alla condivisione di un cammino comune sulla impervia strada della risoluzione dei problemi.

Attualmente la legge n. 69/2019, in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, rientra interamente nel quadro delineato dalla Convenzione di Instanbul, primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne.

L’elemento principale è il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione e discriminazione dei diritti umani .

Secondo i dati diffusi nel 2019 dal rapporto “Femminicidio e violenza di genere in Italia” della Banca dati di Eures, la violenza di genere non cala.
Non parliamo di omicidi di donne, ma di “femminicidi” nel suo reale significato, “una violenza estrema da parte dell’uomo contro la donna proprio perchè donna. Quando parliamo di femminicidio quindi non stiamo semplicemente indicando che è morta una donna, ma che quella donna è morta per mano di un uomo in un contesto sociale e psicologico, che permette e avalla la violenza degli uomini contro le donne”.

Secondo recenti dati Istat nel 2019 una donna su mille si è rivolta a un centro antiviolenza e due su tre di loro – 29 mila – sono state prese in carico, cioè hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza.
Quello che vuole Realtà Popolare è che TUTTE le donne siano aiutate ad intraprendere un percorso di libertà e che TUTTE le donne non siano più vittime di abusi di alcun genere; non esiste la donna di serie A e quella di serie B.

La realtà è comunque più complessa delle statistiche, la “violenza” assume i contorni più disparati e spesse volte di difficile individuazione.

La legge n. 69 del 2019,, che abbiamo menzionato sopra ribattezzata come “codice rosso”, ha innovato e modificato la disciplina penale, sostanziale e processuale, della violenza domestica e di genere, corredandola di inasprimenti sanzionatori.

Tra le novità è previsto uno sprint per l’avvio del procedimento penale per alcuni reati: maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime.
Al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il giudice può aggiungere l’utilizzo di mezzi elettronici come l’ormai più che collaudato braccialetto elettronico. Il delitto di maltrattamento contro familiari e conviventi viene ricompreso tra quelli che permettono l’applicazione di misure di prevenzione.

Iniziative lodevoli da parte della nostra legislazione ma ancora oggi ritenute di difficile applicazione, soprattutto per i tempi, che non consentono valutazioni a lungo termine poiché, nel caso specifico, il tempo è elemento fondamentale per salvare la vita.

I tratti fondamentali di “Realtà Popolare” sono quelli di agire per conciliare emancipazione e liberazione, quelli di credere in un diritto modificabile dal “basso” ovvero da parte di tutta la popolazione, quello di impegnarsi per una liberazione sia soggettiva che collettiva.
L’idea è quella di dialogare con le istituzioni, fare pressione su di esse, perchè tutte le donne possano vedere un miglioramento della propria condizione di vita mettendo a disposizione una mail dedicata per raccogliere le richieste di aiuto che non rimarranno inascoltate ma che saranno oggetto di reale riscontro.