Villa : “L’#emergenza non è alle spalle. Bisogna continuare a restare a casa”

Lucia Carlotta Villa, responsabile del Dipartimento Nazionale per le Politiche della disabilità, disagio, welfare e qualità della vita del movimento politico di Realtà Popolare, dichiara quanto segue.

“Il 31 Marzo è stata emanata un’ordinanza, in costanza del picco dei contagi, con la maggior parte delle attività chiuse per il contenimento dell’ epidemia. Ha erroneamente fornito alla cittadinanza l’illusione che la situazione sia sistemata e che tutto stia ripartendo, questo a dispetto delle evidenze epidemiologiche registrate.
Il Viminale ha espresso il consenso alla camminata genitore-figlio “minore”, con la quale si consente al genitore di portare con sé il figlio per una breve passeggiata, così come un anziano o un disabile, malgrado le misure di quarantena.

L’ ordinanza – continua la dottoressa Villa  -ha incontrato il dissenso di alcune Regioni che hanno paventato il rischio di vanificare tutti gli sforzi fatti finora per contenere l’epidemia.
Il Viminale aveva chiarito che le attività poteva ritenersi riconducibile all’attività motoria all’aperto purché svolta in prossimità della propria abitazione. La Circolare aveva ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continuava ad essere vietato l’ accesso ai parchi, ville, alle aree gioco, ai giardini pubblici e ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti erano soggetti ad un divieto generale di assembramento con l’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza.

Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche , dunque, rimangono le stesse.
Dure le critiche alla Circolare che considerano un potenziale rischio di creare un effetto psicologico devastante, vanificando gli sforzi e i sacrifici compiuti finora.

Il provvedimento – sostiene la responsabile – potrebbe essere letto come un segnale di allentamento delle misure di contenimento assunte finora. Misure rigide, importanti, che hanno però consentito di contenere la curva dei contagi del coronavirus.
Questo è l’effetto più sbagliato.
Il 1°aprile a fronte delle critiche arriva un parziale contrordine dal Viminale. L’ordinanza intende come attività consentita portare i minore con sé durante la spesa, cioè durante le sole attività motivate da ragioni di necessità.
Il minore, dunque, potrà essere sottoposto a fare file interminabili, fuori del punto vendita ove tutti sono pronti discutere per accaparrarsi il posto per entrare più velocemente e finalmente dentro verrà immesso in un posto al chiuso, potenziale luogo di contagio.
E’ importante sottolineare che nei supermercati molte persone ancora entrano senza mascherina e senza guanti, potendo essere tuttavia contagiosi.
Non ci dimentichiamo che il virus può essere trasmesso anche da soggetti asintomatici.
Il minore , inoltre, potrebbe essere portato a toccare la merce e attraverso le mani entrare in contatto con il virus. La stessa merce che appena portata in casa disinfettiamo minuziosamente prima di riporre negli scaffali.
Il fatto da sottolineare e che non è mai stata indicata ne prima ne ora una cosa essenziale: i minori, cosi come i disabili, ( per questi ultimi ove possibile) devono obbligatoriamente indossare mascherina e guanti.
Questi presidi sono necessari ed indispensabili per proteggere la loro salute e incolumità.
D’ altra parte andando avanti nel tempo probabilmente ci dovremo abituare a indossarli in certi periodi, quindi per il minore sarà comunque anche un fatto di educazione alla protezione futura.
Non è il momento di trasmettere messaggi ambigui e fuorvianti.
A mio avviso l’indicazione utile per tutti deve essere quella di rimanere a casa, ancora per qualche settimana, solo così riusciremo a sconfiggere questo nemico subdolo e invisibile.
Chiediamo come cittadini, per favore, un’ultima cosa, non utilizzate i minori per ottenere consenso”