Nuovo dpcm, vecchie incongruenze

 

Di Giovanna Romano

Un nuovo dpcm ha visto la luce durante le tenebre a sostituire il vecchio, scaduto il 3 dicembre.
È ormai usanza diventata consuetudine di questo governo cavalcare le onde di una pandemia che sta rallentando per non allentare la morsa sugli italiani sempre più in difficoltà.
Stavolta a finire nella tagliola del Conte Inadeguato è il Natale, da sempre il periodo più atteso dell’anno, tra luci, colori, sentimento religioso.
Sapevamo che sarebbe stato un Natale diverso, di un anno diverso. Ma vedere le stesse incongruenze che si trascinano ormai da 10 mesi è un colpo all’intelligenza.
Tra le norme contenute in questo nuovo decreto infatti colpiscono i coprifuoco totali il 25, 26 dicembre e il 1° gennaio.
Colpiscono anche gli obblighi di non uscire dal Comune di residenza in quei giorni mentre chi vive nello stesso comune ha facoltà di festeggiare intorno alla stessa tavola. Con un numero massimo di parenti, 10. Ergo, se un genitore ha un figlio in un comune , può liberamente ricongiungersi mentre saranno esclusi gli eventuali altri figli e familiari che invece vivono in comuni diversi.
Si può giustificare tutto questo con il principio della tutela della salute degli italiani?
Magari si può andare a pranzo in un ristorante (mentre a cena scatta l’ora X per il virus) magari con estranei ma non si può ricevere a casa quel figlio che non vive nel comune. Dunque, la differenza sta nella residenza?

Altra incongruenza: gli altri giorni si può fare invece. Come se la pericolosità scattasse a periodi.

E stupisce anche che negli alberghi sarà consentito il pranzo al ristorante mentre la cena dovrà essere rigorosamente in camera.

Caro Giuseppe Conte, mentre gli italiani annaspano tra difficoltà e chiusure, noi continuiamo a chiederci il senso di tutto questo.

Il senso di avere imposto tanti obblighi ai ristoratori per poi farli chiudere invece di controllare chi non li rispettava;

Il senso di avere speso tanti soldi per i banchi a rotelle per poi avere chiuso di nuovo le scuole;

Il senso di imporre ai familiari di stare lontani salvo poi farli incontrare i giorni immediatamente precedenti e successivi al Natale;

Il senso di avere fatto gli screening di personale scolastico e alunni scoprendo che i numeri (almeno in alcune zone) non fossero poi così alti e nonostante questo, le scuole continuano a stare chiuse;

Il senso di non utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza per fargli guidare i pullman da turismo fermi così da migliorare il trasporto pubblico (considerato il vero veicolo di contagio);

Il senso di avere fatto intasare gli ospedali quando la maggior parte dei malati sta guarendo con le cure domiciliari;

Quando capiremo il senso di tutto questo, avremo fatto un sostanzioso passo in avanti