MAGISTRATURA E AVANZAMENTI DI CARRIERA :DOVE STA LA MERITOCRAZIA?

 

Scrive Carlo Sergio Soldani, avvocato penalista e responsabile politico Nord Ovest città metropolitana di Milano.

“Si parla sempre di meritocrazia, ma poi la reale realtà  (Cacofonia voluta e rafforzativa), è ben altra.
Nella Magistratura l’avanzamento di carriera è disposto col procedere degli anni nei quali il Magistrato ha svolto il suo ruolo.
Bene, possibile, discreto, tanto per…e così, senza distinzione tra chi ha operato al massimo e chi invece ha  cercato il facere ma senza strafare.
Certamente ogni caso deve essere valutato con molta attenzione, ma è indubbio che lo stacanovista di turno si senta svilito poiché vede avanzare di carriera il collega che si è tenuto più in qua con le questioni giuridiche affidategli.
Ergo, sarebbero da rivedere tutti i parametri e le disposizioni valutative, per non creare una inevitabile disparità di trattamento.
Sulla politicizzazione della Magistratura, nessuno stupore : ricordate i Pretori d’assalto?
Un esempio per tutti e nulla ha subito un viraggio, intrecci politica – magistratura sono visibili Coram Populo, non stupisce per nulla il caso Palamara. Trattasi del solito deja vu:ergo, alcun  quid novi sub sole.
Purtroppo, amici miei!
Ah, come chiosa, ho appena letto un articolo nel quale – se tutto vero – Palamara dice che non dara’ alcuna dimissione perché ama la Magistratura ed è molto affezionato”.
Chiudo con una battuta per lenire l’ amarezza che molti provano :
“Ai ‘poster’ l’ardua sentenza”, disse il fotografo speranzoso.
Mi scusi Alessandro Manzoni, ma prendiamo tutto allegramente. O, almeno, ci proviamo”