Lo smart working: pronostico giovanile che si presta a misura sperimentale dinnanzi all’emergenza rappresentata dal COVID-19

Rosa Pia D’Acri, RP del “Dipartimento Politiche Giovanili” e “Dipartimento Cultura” della Regione Calabria scrive: “Nelle aziende e nella PA continua il progressivo consolidamento di una nuova filosofia manageriale: lo Smart working, altresì detto lavoro agile.

I benefici del modello lavorativo “smart” sono: maggiore personalizzazione, flessibilità spaziale e temporale e miglioramento del worklife balance. L’evoluzione dei paradigmi organizzativi aziendali e l’accettazione della Digital transformation incontrano resistenze di matrice culturale che presuppongono di riconsiderare il bilanciamento tra qualità della vita e produttività individuale.

Il ricorso a questa misura, ora emergenziale, permette di contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da COVID-19 riducendo le possibilità di contagio e facendo fronte ai potenziali danni economici. Per tale ragione, il Presidente del Consiglio dei ministri si è recentemente espresso, mediante un Decreto, sullo smart working, già inserito in una cornice normativa con la L.81/2017, raccomandandone il massimo utilizzo, se compatibile con le caratteristiche prestazionali. La rivoluzione di processo “smart”, al di là dello stato di eccezionalità e del suo profilarsi come misura sperimentale, ha palesato che i giovani non sbagliavano ad interessarsi, anzitempo e propositivamente, ad una revisione radicale del modello lavorativo”.

Queste considerazioni sono state redatte a seguito di un confronto costruttivo, tramite modalità smart working, per l’appunto, avvenuto con la Dott.ssa Regina Demeco, Responsabile del “Dipartimento Politiche Giovanili” della Regione Lazio, la quale ha, a sua volta, scritto un articolo contenente considerazioni basate sull’attualità.