L’Italia riparte.Ma a pezzi:cronache dalle Regioni

L’Italia riparte. Ma a pezzi: cronache dalle regioni

Dopo 2 mesi di lock down, riprendono molte attività ma con limitazioni e regole che variano da Regione a Regione. Vediamo un po’ cosa scrivono i rappresentanti regionali di Realtà Popolare

FIORELLA VIRGILIO, ROMA

“Il sindaco Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza per l’apertura dei varchi ZTL fino al 31 maggio. Tale ordinanza si è resa necessaria per facilitare gli spostamenti delle persone che torneranno al lavoro.Dal 4 maggio, visto che persone che prenderanno l’auto per gli spostamenti, per evitare assembramenti, è stato deciso che i mezzi dovranno viaggiare solo al 50% delle proprie capacità e l’autista è autorizzato a saltare le fermate, se i pochi posti a sedere sono tutti occupati. Si era previsto , sui bus e metro , un controllore delle distanze di sicurezza ma L’ATAC ha comunicato che non sarà effettuato questo servizio, per mancanza del personale adatto.
Il Campidoglio promuove anche la mobilità “dolce” privilegiando gli spostamenti con bici e monopattini sharing, sono anche previsti incentivi per l’acquisto di bici elettriche.
In questo difficile momento, molti negozi stanno tentando la strada dell’HOME DELIVERY che pubblicizzano attraverso i social network e piattaforme di messaggistica. Benefici potrebbe avere la ristorazione DELIVERY ma si prevede che molti esercizi non alzeranno la serranda.
Enorme attenzione ci sarà per il controllo delle operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro e pubblici. I romani sono pronti ad affrontare la FASE 2 con speranza ma molti di loro sanno che potrebbero perdere il lavoro”

ROSA PIA D’ACRI, COSENZA

“La situazione è divenuta tendenziosa e diversificata a livello provinciale e comunale, in risposta al provvedimento firmato dalla Presidente della Regione, Jole Santelli, con il quale sono state disposte una serie di aperture a decorrere dal 30 aprile. Conseguentemente, plurimi sindaci hanno ribadito la volontà di non applicare, nel comune di riferimento, l’ordinanza firmata dalla Santelli. Altri, al contrario, hanno accolto il seguente provvedimento senza imporsi, quale ad esempio: il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, mentre a meno di 15 km di distanza, il sindaco di Montalto Uffugo, Vincenzo Caracciolo, si è espresso negativamente.
In tal modo, si è creata una disparità di condizioni che ha reso i cittadini confusi, costituendo un precedente degno di nota e palesando una mancata concordia tra le parti coinvolte . Ragion per cui, è stato chiesto alla Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di ritirare quanto asserito, pena la diffida. La stessa ha risposto difendendo e motivando le proprie decisioni relativamente alla fase 2, intervallo di convivenza con il Coronavirus.
Perché questa disparità decisionale? Ancora una volta, pare che, l’idea di unitarietà sia veramente cosa lontana, finanche ora che sembrava davvero l’occasione propizia. Dunque, l’Italia resta “divisa” e non solo a livello nazionale. E soprattutto, ancora una volta, i commercianti e i titolari delle attività, insieme alla comunità tutta, risultano penalizzati da questa difformità politica”

GIOVANNA ROMANO, BENEVENTO

Dal 4 maggio vige l’obbligo di indossare le mascherine in tutti i luoghi chiusi mentre alcuni sindaci hanno disposto anche l’obbligo dei guanti nelle attività commerciali.
Ogni 14 giorni ci sarà la verifica regionale sul numero dei casi mentre i sindaci hanno l’obbligo di individuare delle aree in cui possa essere consentito fare jogging in sicurezza. Infine il dietrofront di De Luca che ha suscitato sicuramente simpatia ma molti malumori sulla questione del cibo d’asporto. Dopo essere andato controcorrente, consentendo solo il delivery, lo sceriffo-governatore ha autorizzato l’asporto con l’obbligo per il negoziante della consegna fuori dall’attività commerciale. Molti i malumori e nei giorni scorsi molti ristoratori di Benevento hanno compiuto il gesto simbolico di consegnare le chiavi dei propri negozi al sindaco Mastella

CARLO SERGIO SOLDANI, MILANO

In Lombardia c’è una forma di affievolimento. Purtuttavia non si può abbassare la guardia. In primis la mascherina ci deve tenere ancora compagnia, sia se siamo da soli, sia in presenza di altre persone, certo, sempre a debita distanza.
L’uso dei mezzi pubblici, se pur mai interrotto, è consentito sostanzialmente con accesso di non più di 40 persone su autobus, tram e metropolitana, purché sia rispettata la debita distanza. Sono previsti inoltre controlli ai tornelli sia in entrata che in uscita sia sugli stessi vagoni.

Riaprono molti uffici pubblici ma con precise regole. È preferibile prendere appuntamento telefonico sia per evitare gli affollamenti sia per facilitare il lavoro dei dipendenti, per tutelare la salute di tutti.

Ci potranno essere dei controlli circa la temperatura corporea.
Riapriranno le cartolerie, che già avevano aperto la scorsa settimana per un giorno prima di essere chiuse di nuovo per provvedimento regionale.
Sono consentiti funerali con un numero ridotto di persone, gli accessi nei parchi purché venga rispettato il distanziamento.
In sostanza, si tratta di una riapertura, se non virtuale, certamente non intesa nella sua accezione normale, ma un detto lombardo recita : “Piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.
Vedremo come andrà a finire ma certamente la pazienza e la tranquillità
ci siano sempre compagne di cammino. Con la speranza di ricevere notizie interessanti come quella per cui in Magenta, città non lontana da Milano, sembra che con pochi euro si può assumere il plasma di coloro che hanno contratto il virus e sono guariti

ENRICA PAVOLI, LIGURIA
Già dallo scorso fine settimana, complice anche il bel tempo, a Sanremo ma in generale in tutta la Liguria, la gente ha cominciato ad uscire per fare qualche passeggiata. Non sono state segnalate criticità. I liguri in linea di massima hanno rispettato il distanziamento anche se non tutti hanno rispettato l’obbligo dei dispositivi di protezione. Dal 4 maggio riaprono diverse attività e riprende anche il take away del cibo da asporto. La speranza è quella di un normale e graduale ritorno alla normalità senza rischi di una ricaduta che sarebbe veramente deleteria per l’economia di tutta la regione