La scuola non è un gioco

 

Affrontare argomenti che riguardano l’istruzione ai tempi del Covid è ormai ricorrente da tempo. Colpa di una Ministra finita facilmente sui rotocalchi e alla gogna, vuoi per la pessima gestione della situazione di emergenza, vuoi per investimenti che non rispondono alle esigenze del momento e che si rivelano uno spreco, vuoi per le colorite e risibili espressioni che non la mostrano adeguata al ruolo che riveste.
Proprio la facilità con cui è possibile evidenziare i nei della Ministra genera molta confusione sia nel panorama politico attuale che tra la gente.
Si rischia di iterare a oltranza le stesse critiche, di annoiare e di non fare la differenza.
E’ possibile finire nello stesso calderone di tutti coloro che, pur essendo del tutto incompetenti in materia di istruzione , tentano di cavalcare l’onda del malcontento generale e di ottenere consensi.
Il Ministro è talmente attaccabile che chiunque può prendere la parola sulla questione dei “banchetti a rotelle” e delle loro conseguenze. Sui social trattasi di cose trite e ritrite.
Solo uno sfacciato populista può far leva su questi argomenti per accattivarsi una serie di simpatie. E di certo il politico populista, scevro di un’adeguata preparazione, non sarà in grado di assicurare il cambiamento adeguato o di mantenere le promesse. Di siffatti esempi ne abbiamo avuti e ancora ne abbiamo sin troppi.
Bisogna perciò operare una distinzione. Bisogna distaccarsi da questo solito panorama, basato unicamente su lamentele e perciò inconcludente.
E’ ora che emergano persone competenti, consapevoli, preparate, esperte su tutto il panorama scolastico.
Non basta additare Azzolina, ci vuole un esame severo delle riforme varate almeno da un decennio per comprendere cosa fare e come stilare un programma utile a riportare ad alti livelli la scuola italiana. Da troppo tempo i partiti politici, forse a causa dell’ incuria di molti insegnanti e della superficialità dei sindacati che li rappresentano, hanno messo all’ ultimo posto l’istruzione, mentre solo grazie ad essa è possibile formare il futuro cittadino italiano.
Solo se si evidenziano, con le dovute citazioni, le “pecche” delle riforme attuate dai ministri dell’ istruzione degli ultimi anni, è possibile apportare le dovute correzioni atte a riqualificare il personale scolastico e a restituirgli l’aureola che ha perso da tempo.
La locuzione Rem tene, verba sequentur , abbi chiaro l’argomento del tuo discorso e le parole verranno da sole, la cui paternità è attribuita a Catone il Censore, è quanto mai attuale.
Non è più possibile improvvisare.
Che la scuola sia gestita finalmente da persone che non vantino solo titoli, a volte discutibili, ma un’esperienza di molti anni. A volte è necessario aver patito tante situazioni per capire come agire per il bene di tutti.
E’ necessario “sudare” in un determinato ambiente per conoscerlo a fondo.
Solo così si fa la differenza.
Solo così si evita di annegare nel mare magnum del populismo.
La scuola non è un gioco, né un giocattolo. Si dia il via a un cambiamento radicale.

La prof.ssa Moschella Maria.