LA CULTURA DEL RISPETTO E DEL LIBERO ARBITRIO

Abbiamo davvero il libero Arbitrio? Più abbiamo le armi della conoscenza. Più siamo liberi di scegliere.

Sara Andreacchio Responsabile della Provincia di Asti di Realtà Popolare ci parla del Libero Arbitrio.

“Oggi ci troviamo di fronte al caos più totale, i nostri governanti nella fattispecie il Presidente e il bislacco governo giallo/rosso hanno dato il colpo di grazia alla Nazione. Non sono fatalista per principio ma oggi i principi sono finiti, ve ne cito due che sono rocambolescamente finiti nel dimenticatoio.

Cosa ne è oggi della “cultura e del rispetto?”

Quella per la quale ci si sosteneva reciprocamente in nome dello sguardo all’indietro, il respicere: io ti rispetto perciò che sei e perciò che hai fatto. Il rispetto è finito ed è finito anche il biblico “Libero Arbitrio”. Il mio pensiero oggi va a questa cultura italica ormai calpestata e deturpata, una cultura neo liberista si è insediata infatti nel nome del pensiero unico e, il pensiero unico ve lo dico io cos’è senza tanti giri di parole, il fine del pensiero unico è l’economia: il guadagno e la speculazione.

Anni passati davanti alla tv spazzatura per far credere ai nostri figli che forse ci sbagliavamo, che forse eravamo una popolazione troppo bigotta e chiusa. Dal rispetto all’accoglienza il passo è stato breve e  dall’accoglienza dall’additarci come razzisti ancor di più. Il libero Arbitrio è morto quando invece hanno deciso per noi chi dovevamo essere e ci hanno incasellati, ci vogliono vivi, ci vogliono vuoti, ci vogliono stupidi. Ci sono riusciti quasi del tutto. A quel “quasi” io mi appello, mi appello a quei pochi, giovani, anziani, uomini e donne che hanno a cuore la propria civiltà che sta morendo risucchiata da denari, religioni, ma soprattutto ignoranza.

Mi appello a Voi miei connazionali, per chiedervi di esserci e di essere uniti, non lasciamoci sopraffare dalla stupidità degli altri che oggi è contagiosa più del COVID-19. Insieme, uniti e consapevoli del nostro vincolo di sangue. Sentite cosa provate quando passate davanti all’altare della Patria! Cosa vi dice il cuore mentre sapete che un uomo è morto per difendere questi confini! Non sappiamo se sia un siciliano, un lombardo, un friulano. Sappiamo solo che è un italiano!

Per chi ne avesse la possibilità, sentite cosa vi dice il cuore quando visiterete il “Sacrario Militare di Redipuglia”. Quello che sentite è la Nostra Appartenenza, nella nostra diversità dobbiamo tornare ad essere fieri di questa appartenenza. Ci hanno venduto tutto, si sono rimangiati tutto quello che potevano rimangiarsi, non potranno mai togliermi la cosa più cara che ho: “La mia Identità Nazionale!” Difendiamo la nostra identità”.

(Maria Grazia Regis)