Il flop di De Luca: quando il delirio di onnipotenza è al servizio della comunità

Il flop di De Luca: quando il delirio di onnipotenza è al servizio della comunità

Questa è la storia di uno sceriffo mediatico che crede di essere invincibile, forte di un consenso che sembrava impossibile potesse raggiungere fino a pochi mesi fa.

Politicamente era finito, De Luca. La sua gestione aveva fortemente penalizzato le aree interne della Campania, ospedali chiusi, malcontento generale.
Eppure in tempo di lockdown, le dirette facebook, i montaggi, le sceneggiate a volte simpatiche avevano spostato il termometro del consenso, complice uno spaurito Stefano Caldoro che, senza infamia e senza lode, lo ha aiutato a vincere, espressione di un cdx campano che deve fare i conti con la propria coscienza (e dirigenza).

Ma lui non si è fermato. In preda al delirio di onnipotenza, è andato oltre.
Ma ha dimenticato una piccola cosa: la crisi corre veloce, non c’è più tempo. La gente non si può più permettere di stare a casa. E così l’ordinanza dello sceriffo finisce davanti al Tar. “Lesione del diritto all’istruzione”. E il Tribunale Amministrativo Regionale che fa? Chiede chiarimenti alla Regione.
Così lui fa dietrofront. “I bambini possono tornare a scuola”. Ma non è una vittoria.

Non per i genitori che devono lavorare; non per i bambini che non sono pacchi postali da parcheggiare ora a casa ora a scuola; non per l’intero sistema economico campano già messo duramente alla prova dal lockdown prima e dalle restrizioni poi.

Caro presidente De Luca, ci pensi meglio la prossima volta.. pensi ad aumentare i posti nelle terapie intensive regionali. Può una regione con quasi 6 milioni di abitanti avere appena 110 posti? Ci ha pensato che ci sono altri problemi oltre il Covid? Che la gente può finire in terapia intensiva per mille altre patologie? Che puntualmente ogni anno la sanità pubblica campana va in tilt? Che finiscono le convenzioni? Che ci si limita alle urgenze e basta?

Ci pensi prima di cadere preda delle sue farneticazioni che, se da un lato fanno sorridere, dall’altro sono una ulteriore mazzata per un comparto che non può più permettersi passi falsi..e ci pensi soprattutto perché si gioca sulla pelle delle generazioni che verranno. E su quelle non si scherza. Mai