Esami abilitazione Avvocato: nuovo rinvio. E il malcontento aumenta

   

Sono Linda Casetto, giovane praticante avvocato, militante in Realtà Popolare referente per le politiche giovanili per la regione Lombardia.

Sono estremamente entusiasta degli studi intrapresi e della professione di Avvocato che spero di iniziare al più presto, avendo il 5 novembre, di questo fatidico anno 2020, scoperto, come tanti altri giovani praticanti, che, a causa dell’aggravamento della situazione sanitaria da Covid-19 e la necessità di ridurre i contagi del virus, il Ministero della Giustizia decideva che le tre prove scritte per l’esame che consente ai dottori in Legge di divenire Avvocati, previste per il 15-16-17 dicembre 2020, sarebbero stata rinviate a primavera 2021.

Pochi giorni fa sono venuta a conoscenza delle nuove date, ancora da ufficializzare in Gazzetta Ufficiale, ovvero il 13-14-15 aprile 2021.

E’ stata una doccia fredda, alla luce del fatto che il percorso che noi giovani laureati in Giurisprudenza siamo tenuti ad affrontare per ottenere il fatidico titolo di Avvocato è lungo.

Consiste infatti in 5 anni di Università e in 18 mesi di praticantato; tale cammino è piuttosto faticoso per noi giovani usciti dall’Università ed ignari di come realmente si svolgano i processi sia civili, sia penali che amministrativi.

Nella maggior parte dei casi si ottiene unicamente un rimborso spese minimale che ci obbliga a richiedere ancora il supporto economico dei nostri genitori.

Tra l’altro io posso dire di essere stata estremamente fortunata perchè, mentre molti miei giovani Colleghi lamentano di essere perennemente inchiodati al computer, di non ricevere dal dominus alcuno stimolo e nemmeno un supporto alla frequentazione dei Tribunali, al di là del lavoro di mero segretariato o piuttosto di galoppino, ho sempre accompagnato il mio Dominus a

tutte le udienze, mi sono stati spiegati molto chiaramente gli elementi che hanno condotto al processo e le strategie migliori per un’eccellente difesa.

A tutta questa situazione, per tutti noi praticanti, si aggiunge ora il disagio e lo sconforto di non poter svolgere l’Esame di Stato nella tempistica prevista per lo stesso, essendo consci che andiamo a perdere altro tempo in un mondo che si muove invece con estrema fretta.

Poi non possiamo dimenticare la complessità delle modalità stesse previste per il superamento dell’esame scritto e del successivo orale, la consapevolezza che pur passando l’esame scritto, che è lo scoglio più imprevedibile, dovremo affrontare un esame orale che soddisfi pienamente la Commissione che ci esamina.

Per chi è digiuno di questa materia voglio precisare che le tre prove scritte, quelle che si sono sempre tenute a metà dicembre, una volta all’anno, prevedono che il candidato rediga il primo giorno un parere di civile, il secondo giorno un parere di penale e il terzo giorno un atto giudiziario a scelta tra civile, penale e amministrativo.

Dopo circa sei mesi si scopre se l’esame è stato superato e si sarà ammessi a cimentarsi nella prova orale che solitamente inizia dopo tre mesi dalla pubblicazione degli esiti degli esami scritti.

Quest’anno la dinamica di svolgimento sarà completamente diverso e le prove scritte si dovrebbero svolgere per la prima volta in primavera.

Chissà se il mese fiorito sarà di buon auspicio a tutti noi praticanti!

Tuttavia, l’incertezza circa la date e le modalità di esame, crea unicamente il rischio – a mio avviso molto alto – di attendere anni prima di poter finalmente esercitare la professione e di conseguenza ottenere i primi guadagni e di firmare gli atti in proprio.

Molti praticanti negli anni hanno abbandonato la professione per dedicarsi ad altro, un po’ per rassegnazione e un po’ perchè subentra sempre di più la paura di entrare tardi nel mondo del lavoro con la conseguenza di raggiungere l’agognata indipendenza economica, in età ormai avanzata, rinunciano, così, ai propri sogni, forse per ragioni indipendenti dalla loro volontà.

L’ingresso in Realtà Popolare, ove dovrò occuparmi dei problemi dei giovani per tutta la Lombardia, non nascondo che mi ha dato uno sprint e una voglia di partecipare ai cambiamenti sostanziali per questa Nazione, che è la mia patria, e che vorrei tornasse al suo meritato splendore e alla fiducia in chi la governa.