Covid19, non dimentichiamoci degli sport minori

SCRIVE GIOVANNA ROMANO

“Abbiamo attraversato tanti momenti difficili, ma questo è il peggiore in assoluto. Senza fondi, senza protocolli e senza regole chiare, rischiamo di scomparire”. Non usa mezzi termini Rosario Palumbo, presidente del Rugby Benevento, che ho contattato, in qualità di responsabile politico per la provincia di Benevento di di Realtà Popolare, per cercare di aprire una finestra sui cosiddetti “sport minori”.

Il suo è il grido di allarme di tutti gli sport dilettantistici, letteralmente abbandonati in questa fase emergenziale, che vivono del volontariato dei dirigenti i quali, quotidianamente, si sottopongono con amore e passione a tanti sacrifici. E forse il rugby è tra quelli che, più degli altri, vive delle passioni delle persone che compongono la grande famiglia del Benevento Rugby. “I protocolli ci sono. La Federazione li sta valutando proprio in questi giorni – ha raccontato Rosario Palumbo – ma per noi sono difficilissimi da attuare. Attualmente siamo fermi, rischiamo di compromettere anche la stagione prossima. E riprendere gli allenamenti, con le prescrizioni previste, sarà molto complicato . Vorrà dire che l’allenatore dovrà stare sul campo per 10 ore al giorno. Idem il dirigente che dovrà misurare la temperatura ad ogni atleta che entra ed esce dal terreno di gioco. E per noi che facciamo volontariato, diventa veramente un’impresa. Nel frattempo le nostre sedi stanno continuando a sostenere le spese di gestione come bollette, ecc. Ed è solo grazie ai nostri sponsor che stiamo riuscendo ad andare avanti. Ma naturalmente non parlo solo da uomo di sport. La situazione è veramente drammatica. La gente non ha più i soldi per mangiare e rischiamo davvero una rivoluzione sociale. Non so di questo passo dove si arriverà ”

Insomma, un racconto che mette i brividi e in qualità di responsabile politico per la provincia di Benevento, insieme al presidente Buffardi, cercheremo nei prossimi giorni di mettere sul tavolo alcune iniziative che possano essere utili ad aprire quantomeno la finestra sulle problematiche di sports che non trovano gli stessi spazi di altri