CORONAVIRUS A NAPOLI. ASSENTE LE ISTITUZIONI. 24 ORE CON LA SORELLA MORTA IN CASA.

La notizia è rimbalzata sui social verso sera su tutte le piattaforme, siamo andati cauti perché sono tante le bufale che girano in questi momenti davvero tragici. Quando ho avuto tra le mani nome e cognome, ho capito che non era uno scherzo.

Ancora una volta la televisione non tranquillizza i cittadini, panico per avere capito che le attenzioni non ci sono per tutti, panico perché non è una semplice influenza come dicevano all’inizio per tranquillizzare la popolazione, panico perché siamo numeri tra i tanti e diventa una roulette russa. Panico per insufficienza di letti e terapia intensiva, grazie al taglio sanitario circa il 40%. Politici insufficientemente preparati non solo ora, ma da tempo per aver acconsentito la primaria possibilità del cittadino: la Sanità. Preparata ma con pochi mezzi, eccellenze della medicina scappata all’estero per colpa della precarietà del settore.

Chi salviamo il giovane o il vecchio?

Sarà questo il dilemma che si verificherà negli ospedali.

Questa è la storia di Luca Franzese (foto di copertina) che ha urlato attraverso i social la sua storia. Nell’appartamento sono presenti la sorella Teresa la giovane donna morta, i due genitori anziani e un’altra sorella con il marito e i due figli. I sette famigliari si sono auto isolati nel loro appartamento. Nonostante le suppliche di Luca Franzese alle autorità “nessuno fornisce indicazioni su cosa fare e anche le pompe funebri non vengono fino all’esito del tampone”.

“Le istituzioni devono aiutarci siamo da 24 ore chiusi in casa con mia sorella – Teresa 47 anni napoletana deceduta ieri sera, nella propria abitazione in via Carlo III – siamo in attesa da 24 ore del tampone del Coronavirus. Nessuno ci ha fatto sapere nulla e siamo abbandonati a noi stessi”.

Parole sofferte miste alla rabbia, associate ad un’impotenza che non lascia dubbi di come stanno affrontando la situazione. Luca le ha gridate attraverso il suo cellulare, unica arma per essere ascoltato.

“Mia sorella ha avuto un’influenza con sintomi compatibili con il Coronavirus, le ho fatto la respirazione bocca a bocca, abbiamo chiamato più volte il 118 per farle fare il tampone, gli operatori non avevano il kit e sono tornati una seconda volta in tarda serata per effettuare il tampone. Da questo momento nessuno ci ha dato indicazioni su come comportarci, ci hanno abbandonato a noi stessi. Mia sorella è qui nel letto e noi siamo ostaggio in casa, vorremmo solo sapere cosa fare e chi si sta occupando di noi”.

Teresa la sorella morta di Luca Franzese, fa sapere che soffriva di epilessia, seguiva una terapia, non aveva patologie. L’equipe del 118 intervenuta ieri sera è in isolamento e non ha prestato servizio con il caso sospetto.

(Maria Grazia Regis)