Caregivers familiari, il tema sta prendendo la deriva temuta

Sottolinea Lucia Carlotta Villa Responsabile Nazionale del Dipartimento Disabilità, disagio, welfare e qualità della vita di Realta’Popolare.

E’stato chiesto in più riprese un sistema di indennità e tutele crescenti per ridare dignità ai caregiver familiari, invece ancora una volta il Parlamento Italiano sta scegliendo di creare una nuova categoria di cittadini assoggettati al sistema dei servizi, contribuendo e determinando il loro vero abbandono.
Scrivono i Caregiver Familiari Comma 255 :”Siamo
allarmati per lo stato della norma sui caregiver familiari. L’adozione di un testo unificato e l’aggiornamento ultimo pubblicato, danno la sensazione che il tema stia prendendo una deriva da noi temuta. Abbiamo sempre chiesto un sistema di indennità e tutele crescenti per ridare dignità ai caregiver familiari, coloro che si prendono cura dei propri congiunti con disabilità e che da anni attendono una legge che li identifichi e restituisca loro i diritti e la dignità di persone.
Invece l’attesa dei caregiver familiari rischia di finire in una delusione ancor più amara: sostegno psicologico, gruppi di auto mutuo aiuto che se proposti da terzi perdono il senso stesso della loro spontaneità, immaginarie reti solidali e tanta tanta informazione e formazione che darà vita ad una infinità di corsi e corsetti generici e collettivi, già presenti su internet, per spiegare ai caregiver familiari le problematiche dei loro congiunti con disabilità: come se l’intera esistenza passata al fianco del proprio caro non fosse sufficiente a formarci a quel livello!!!
Una manciata di contributi figurativi e la necessità di dimostrare all’INPS il numero delle ore che dedichiamo alla nostra “attività di caregiver”. Ore!? Non si è ancora compreso che non si possono contare le ore quando il sacrificio implica tutta la propria esistenza e la totale rinuncia all’individualità?
Ancora una volta il Parlamento italiano sta scegliendo di creare una nuova categoria di cittadini assoggettati al sistema dei servizi, contribuendo e determinando il loro vero abbandono. Nessun sostegno alla nostra necessità di vita, nessun supporto per consentirci di rimanere attivi ed autonomi dai nostri congiunti con disabilità, nessuna prospettiva per noi e quindi nessuna voce da restituire loro con forza per la difesa dei loro diritti.
Dopo averci spremuto in tutti questi mesi di pandemia, contando sulla nostra presenza ed abnegazione verso i nostri cari, senza alcun riconoscimento e sostegno, sarebbe stato umano credere che il riferimento del Presidente Conte in Senato presagisse una volontà di riaprire una stagione di provvedimenti, idee, progettualità che facciano i conti con la nostra realtà quotidiana. Non certo una accelerazione verso una legge che non ci tutela e più ancora non ci considera!
Caregiver Familiari COMMA 255”.