SMART WORKING                                           ” Lavoro Intelligente”

 

 

Siamo indubbiamente testimoni dell’organizzazione del lavoro più insolita di questa generazione. All’inizio del 2020, il mondo si è bruscamente arrestato e i governi, guidati dal sapere scientifico, hanno adottato misure drastiche per salvare le vite umane attuando:

  • distanziamento sociale
  • la chiusura delle scuole,
  • il divieto di spostamento e quello di assembramento
  • chiusura dei luoghi di lavoro (dove possibile)

Tra il 28 febbraio e il 31 agosto, mentre le infezioni da COVID-19 dilagavano nel mondo, i governi di molti paesi hanno imposto ai datori di lavoro la temporanea chiusura dell’attività lavorativa e, laddove possibile, l’introduzione dello Smart Working ( lavoro intelligente).

Nel contesto normativo emergenziale dettato dall’epidemia Covid 2019, l’espressione “Smart Working” o “Lavoro Agile” è una forma di organizzazione del lavoro che coinvolge aziende, persone e ambiente e si può definire come un modello organizzativo in grado di portare notevoli vantaggi alle imprese che lo adottano in termini di produttività, competitività, raggiungimento degli obiettivi, welfare e qualità della vita del lavoratore.

La modalità di lavoro agile ha infatti la finalità di concedere ai lavoratori flessibilità e autonomia:

  • Nella scelta degli spazi,
  • flessibilità degli orari ,
  • revisione della cultura organizzativa
  • strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

Il lavoro agile è disciplinato dalla legge del 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla Gazzetta

Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2017, ed entrata in vigore il 14 giugno 2017. Lo smart working (o

lavoro agile) è una modalità alternativa di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, stabilita

mediante accordo scritto tra le parti, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro.

La prestazione lavorativa subordinata agile è svincolata

  • da un luogo fisico obbligatorio di svolgimento dell’attività
  • dal rispetto di un determinato orario di lavoro
  • dal un controllo diretto da parte del datore di lavoro

La prestazione può quindi essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte

all’esterno, senza una postazione fissa ed entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro

con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa

La legge n. 81/2017 rimette all’accordo individuale tra le parti la determinazione delle condizioni

specifiche di lavoro nell’ambito dell’attività prestata in smart working.

La legge riconosce in favore del dipendente che lavora in modalità agile alcune tutele specifiche volte a prevenire i diversi casi che possono accompagnarsi alla situazione. Innanzitutto, al fine di evitare discriminazioni, la legge chiarisce che il lavoratore che svolge la prestazione in smart working ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni in azienda.

Il lavoratore agile ha inoltre diritto agli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente

riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato.

Paradossalmente la necessità dello SW causato dalla pandemia e reso possibile dalle moderne tecnologie della comunicazione, potrebbe determinare le condizioni per realizzare molti degli obiettivi previsti dall’Agenda ONU per il 2030. Potrebbe significare maggiore livello di “intelligenza” delle città al fine di accrescere le condizioni di benessere utilizzando sempre meno risorse naturali. Potrebbe essere l’occasione per ripensare la città, i suoi flussi interni, di uomini e merci rendere l’area urbana più accessibile, aperta, inclusiva, pulita, a misura d’uomo.

Potrebbe favorire la trasformazione di centri urbani verso le smart city, per affrontare le criticità delineate attraverso l’efficienza energetica, il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, l’ottimizzazione dei consumi, il taglio delle emissioni inquinanti di ogni e l’uso di smart technologies.

Potrebbe significare rifondare il ciclo urbano su rigenerazione, riciclo e recupero di materiale di scarto.

Tutti obiettivi il cui perseguimento è oggi reso difficile da perseguire per le resistenze di quell’insieme d’interessi oggi rimessi in discussione dal Covid-19

Nel prossimo futuro il telelavoro occasionale sarà sempre più una realtà quotidiana e saremo in  qualche modo tutti “telelavoratori mobili”.

                                                                                                      Mariagrazia Celestino