POTREBBE CAPITARE ANCHE A TUO FIGLIO!

Non voltiamoci dall’altra parte è nostro dovere fare qualcosa tutti insieme noi italiani. Siamo stati distratti dal Festival, dalle partite di calcio, dai programmi tresch-spazzatura, dal gossip casalingo, dai Tg poco orientati sul problema bambini. Ogni canale parla di politica, ma  mai un politico che ha voglia di rischiare, di scendere nel canale oscuro di quell’ignoto che a tutti i costi vogliono seppellire.

Ci siamo forse stancati  di sentire parlare dei bambini degli altri, perché non ci appartengono e non è un problema nostro?

Perché quei pianti non si cancellano, sono registrati nella memoria della terra, pianto del nostro pianto, dolore del loro dolore. Non basta una Conferenza Stampa che si è tenuta a dicembre: <<Se solo mi ascoltaste. La voce dei minori all’interno dei tribunali>>, promossa dalla Deputata Veronica Giannone alla Camera dei Deputati. Non basta se poi non ci sono i fatti, voi avete gli strumenti, voi dovete fare qualcosa.

Si parla delle Convenzioni internazionali ed europee garantiscono e tutelano il diritto del minore ad essere preso in considerazione in tutti i procedimenti che lo riguardano. Un linguaggio anomalo per i tribunali italiani che, adotta una prassi del tutto personale. Per un bambino essere ascoltato è difficile, nonostante quello che prevede il codice civile all’art. 315 bis comma III.

Nella sala stampa di Montecitorio vengono proiettati i video dei loro bambini in lacrime, sono presenti il padre e la madre: Giada e Daniele. Escono, il dolore è troppo grande non c’è la fanno a sentire le urla, il pianto disperato, i loro bambini nelle mani di estranei. Bambini che nessuno ha voglia, ha tempo di ascoltare in fondo sono solo numeri tra i tanti.

Mamma Giada si racconta.

<<E’ iniziato tutto con la separazione dal mio ex marito. Lui mi ha più volte minacciato di morte, ricattandomi che mi avrebbe tolto, la casa, i soldi, il lavoro e mio figlio. Il dolore più grande di una madre>>. E ci è riuscito, perché oggi il bimbo di Giada vive con il padre. Un padre in assenza di amore: <<Ha chiesto la casa famiglia per suo figlio, una situazione che si commenta da sola, – con le lacrime agli occhi continua – chi doveva decidere invece di rigettare la richiesta la accettata e ha emesso provvedimenti assurdi. E’ stato prelevato da scuola da dieci persone che, dopo tre ore di pianto, lo hanno preso di forza e trascinato via>>. Sulla base di un’ordinanza che ne chiedeva l’allontanamento dalla madre <<perché simbiotica>> e ne disponeva la collocazione in casa famiglia.

<<E’ uscito da là grazie al mio avvocato che, con fatica è riuscito a inviare in quella struttura dei controlli. Il bambino ha riferito che piangeva sempre, non riusciva a dormire e stava male perché gli davano cibi col glutine. Nonostante lui non potesse assumerne perché celiaco, per questa patologia ho l’esenzione. Una volta uscito è stato collocato da mia madre – continua Giada – pensavo che la questione si sarebbe risolta, ma non è stato così>>. Nonostante il piccolo ha scritto al papà che voleva tornare dalla mamma: <<Dopo il mio ultimo tentativo in tutto trentatré, è stato allontanato da me una seconda volta e collocato come un pacco ingombrante con il mio ex marito, al quale è stato riconosciuto un disturbo del pensiero e un conflitto col femminile>>.

Papà Daniele Fontana si racconta.

Il bambino è stato sottratto con la forza a soli 5 anni. Collocato in casa famiglia per nove mesi: <<Nonostante i tantissimi appelli lanciati, dai disegni che mi lasciava durante gli incontri protetti a quelli che io chiamo i suoi ‘pizzini’. Non c’è mai stata una persona che abbia voluto ascoltarlo>>.

Questi genitori si chiedono, dove va a finire <<Il superiore benessere dei minori? Ascoltate il vostro cuore, la vostra coscienza. Dateci una mano a riportarli a casa>>.

L’assenza totale del Presidente della Repubblica ha deluso molti italiani.

Il silenzio del Vaticano che, ancora una volta ci fa capire l’indifferenza totale come nel caso dei <<ninos robados>> in Spagna. Lo Stato e la Chiesa, 300 mila bambini con le false adozioni in cinque decenni, (1938-1990) sottratti con l’inganno alle madri, con la complicità di preti e suore. Molte associazioni spagnole si sono rivolte al Papa per aprire quei faldoni di proprietà della Chiesa in Spagna che, non vuole dare in quanto sono segnati i nomi delle madri biologiche e delle famiglie adottive. Il Papa nonostante la pressione delle associazioni, tace.

(Maria Grazia Regis)