“DOV’E’ IL MIO BAMBINO…” STRAPPATO DALLE BRACCIA DELLA MAMMA A SOLI DUE ANNI..


“Quanto pesa una lacrima?

Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento,

quella di un bambino sottratto alla propria madre,

pesa di più di tutta la terra.”

Non ci sono parole per descrivere la sofferenza di una mamma, la sofferenza inflitta da uomini senza cuore, senza patria. Ti flagellano con le parole, insultano e sporcano la vita altrui, hanno il potere di distruggere l’amore, ti strappano i figli e come ladri di bambini scompaiono nella nebbia. La mamma cerca. La mamma grida. La mamma muore dal dolore, nessuno ha orecchie per sentire, nessuno ha tempo per loro.

Io si.  Ho tempo per tutte le mamme, i padri sarò la loro voce, il loro tramite.

Milano. Questa è un’altra testimonianza una delle migliaia, raccontata da Rita Avitabile la nonna di Giorgio, la mamma di Lara.

“Mi chiamo Rita Avitabile, mio nipote Giorgio (il nome è di fantasia) è stato sottratto a mia figlia Lara il 9 maggio del 2015 e da quel momento non abbiamo saputo più nulla. Mia figlia ha avuto il suo bambino nel 2013 dal suo compagno, essendo io una donna separata e con difficoltà economiche ci siamo rivolte in buona fede agli assistenti sociali di Milano, per poter avere dei consigli, un piccolo aiuto, in attesa per poter crescere con tranquillità il bambino nei primi anni. Lara è stata convinta dagli assistenti sociali ad entrare in un centro che aiutano le mamme con i figli sito in via Motta “La casa di Elena” a Milano. Una volta entrata il 9 dicembre del 2013 inizia il suo percorso di donna e di madre è stata una tortura giorno dopo giorno. Regole ferree, in cui non si poteva uscire, se non poche volte, io le portavo da mangiare perché all’interno del centro il cibo scarseggiava, non mi permettevano di vedere lei e mio nipote con frequenza, mezz’ora circa quelle poche volte. Il luogo era sporco e indecente, i bambini gattonavano tra gli scarafaggi, una struttura a vederla non a norma. Le mamma con i loro bambini venivano insultate dal personale, denigrate, offese, massacrate dai pregiudizi.

Addirittura le mamme subivano dei furti, i loro pochi soldi lasciati dalle famiglie venivano sottratti impunemente, a nulla erano valse le denunce e gli esposti. Una mamma da quell’inferno decise di scappare con i suoi due bambini, ma purtroppo dopo un mese fu presa e non la vidi più. Lara subiva un percorso di “osservazione dell’interazione madre-bambino” attraverso psicologi, psicoterapeuti, medici occasionali… Relazioni che non potevamo vedere, inventavano di sana pianta ciò che volevano per farla sembrare inadeguata come madre, ogni volta nessuno aveva voglia di capire, indagare quale la verità, era un continuo copia incolla.

Nel dicembre del 2014 Lara subisce la sottrazione del bambino, a nulla sono valse la disperazione di una madre, le braccia tese e le grida: “Ridatemi il mio bambino, vi prego, non portatemelo via…” Verrà traferito a Pavia. Lara ed io andavamo a trovarlo solo quando volevano gli assistenti sociali, come e quando volevano loro, mezz’ora forse meno. Il bambino quando ci vedeva tremava, non voleva lasciare la mamma, gridava, urlava, il bambino veniva strappato a forza, le piccole manine stringevano le gambe della mamma lasciandogli quei lividi d’amore. Il ritorno a casa era fatto di pianto per tutto il tragitto.

Il 9 maggio del 2015 si sono perse le tracce di Giorgio, non lo abbiamo più visto, non sappiamo più nulla. (Decadenza patria podestà e incontri vietati).

Abbiamo speso soldi, gli avvocati hanno speculato sulla disperazione di due povere donne: “Ci dispiace signora ma purtroppo sono scaduti i termini, non si può fare più nulla il bimbo è stato dato in adozione. Rassegnatevi!”

Non devono esistere termini di scadenza, non è un cartone di latte un bambino. Abusi, Abusi…violenza psicologica, fatti non occasionali ma una rete che si estende in tutta Italia, l’anello si è spezzato ed ora uno ad uno i birilli cadono, sono persone: hanno un cognome e nome.. La politica marcia emerge come melma putrefatta, la politica sana quella fatta di uomini e donne non si ferma, i responsabili devono andare in galera. Realtà Popolare attraverso i suoi legali si impegna a dare “GIUSTIZIA” alle tante famiglie italiane.

I nomi dei responsabili sono stati omessi volutamente, la pratica verrà aperta e messa al vaglio delle istituzioni giuridiche.

I BAMBINI NON SI TOCCANO!

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

Per qualsiasi contatto Televisivo, Radio, Giornali chiamare i seguenti num. 3711502794-347 9147391.

 

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: