IL DISABILE NELLE MANI DI GENTE SENZA SCRUPOLI…POMERIGGIO 5 INVITA LA SORELLA. L’AVV. RITA MUSELLA DI REALTA’ POPOLARE VINCE LA CAUSA.


Abusare, maltrattare fisicamente e psichicamente un disabile, non è solo un comportamento ignobile: è uno dei peggiori reati che si possa compiere. Perché ferisce e umilia persone già colpite dalla vita nella sofferenza e quasi sempre incapaci a difendersi. La gravità di questi reati richiederebbe maggiore severità da parte della giustizia applicando – a pari reato – pene anche raddoppiate.

(L’avv. Rita Musella di Realtà Popolare)

Questa è una brutta storia, non parliamo di parenti che abbandonano i propri famigliari nell’indifferenza e nel silenzio. E’ un grave episodio che grazie all’avv. Rita Musella di Milano si è risolta dopo 5 mesi di duro lavoro, grazie alla costanza e alla sua sensibilità, sempre dalla parte di chi soffre.

La procedura processuale è stata lunga è complessa, ne scrivo un sunto per far capire come sono andati i fatti. 

Il sign. Giorgio Quadro disabile è rimasto con la madre, finché la stessa è riuscita a prendersene cura, dopodiché è stato ricoverato in una struttura da un precedente tutore in una casa di cura. L’assurdo e che tutto questo avviene all’insaputa della sorella che lo avrebbe accolto volentieri in casa propria. Una volta ricoverato nella casa di cura Giorgio è stato maltrattato con violenza a tal punto da essere ricoverato in una struttura  ospedaliera. La sorella, venuta a conoscenza di questi fatti non solo incresciosi, ma devastanti a livello umano, si è recata a Pomeriggio 5 per denunciare l’indifferenza di tutti:  giustizia, resto dei parenti e tutore. L’avv. Rita Musella intervenuta come nuovo difensore, ha preso in mano la situazione e si è mossa tra ostruzionismo e cavilli giudiziari. Dopo 5 mesi, finalmente una notizia che ha dato gioia sia a Giorgio che alla sorella uscendo il venerdì prima del Week-end di Pasqua. Un iter non facile, dopo diversi atti depositati con insistenza dall’avv. Rita Musella, con i quali ha convinto il Giudice a interpretarne la giusta lettura alla vicenda, compreso il parere degli assistenti sociali che era negativo (senza motivo), per quanto riguardava la sorella che lo avrebbe accolto nella propria casa.

Assistenti sociali superficiali, tutori disonesti  e l’indifferenza della giustizia porta il disabile a ha subire dolore immenso. Il disabile non è una categoria, sono persone che hanno bisogno del sostegno sincero di tutti e di una società che purtroppo si muove nell’indifferenza, anche con atti di bullismo nei confronti del disabile.

Amare deve essere come respirare!

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

 

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