LA NOSTRA “VIA DELL’AGRICOLTURA”.


L’Agricoltura, il prezzo di un Italia strappata ai propri doveri, un Governo che non traccia linee guida per proteggere un apparato fondamentale e che nonostante le tante parole, non lascia spazio ad un atteggiamento che possa proteggere l’Agricoltore e tutto il mondo che ruota intorno ad una realtà, che nonostante tutto resta ignorata. Risposte disattese, mezze frasi non autenticate da fatti, si è parlato tanto della “Via della Seta”, ma l’Italia e tutto il suo territorio agricolo resta ignorato. 

Abbiamo il dovere come italiani, consumatori di dare valore ai prodotti di casa  nostra con rispetto, comprate il prodotto locale, disdegnate i prodotti che arrivano da fuori e che usano per l’agricoltura veleni non conformi alla legge italiana. Sulle nostre tavole dobbiamo imparare a nutrirci senza paure. Realtà Popolare non teme di affrontare un argomento attraverso la politica di coerenza, aprire una strada a tutti coloro che hanno voglia di affrontare un tema che fa parte della nostra vita da sempre. “I prodotti della nostra Terra”.

Adele Scirrotta Imprenditrice e Responsabile Nazionale delle Politiche Agricole di Realtà Popolare. Una donna che conosce il vero valore dell’Agricoltore: Sacrificio e Rinuncia.

“Per confermare il mio impegno nell’ambito dello sviluppo per le politiche Agricole a favore degli operatori di questo comparto sempre più fondante della ripresa del Paese, mi ricollega a quanto già dichiarato in altre occasioni, su quanto più ho a cuore come L‘Agricoltura. Mi batto in quanto l’agricoltura deve essere inserita in un piano strategico-formativo industriale e imprenditoriale del Paese.

Un imprenditore agricolo deve essere considerato tale senza trascurare il fatto, che la gente rurale ha diritto di accesso e di sicurezza nel territorio, questo è fondamentale per ridurre la povertà, per emancipare le persone e le comunità povere. Promuovere la più ampia crescita economica e l’armonia sociale (rif. Prosterman, Mitchell e Hanstag 1990).

Sostenendo il mondo rurale si va a sostenere lo sviluppo rurale, si vanno a sostenere le misure per l’occupazione. Mettere in campo una giusta politica a sostegno dello sviluppo rurale di cui il nostro Paese ne va fiera, vuol dire sostenere noi stessi. La nostra cultura, la nostra storia. Sono d’accordo per l’esportazioni, ma per prima bisogna attrarre la curiosità degli altri paesi.

Ma è giusto ammettere che l’Agricoltura ha sofferto e soffre di ciò che potremmo chiamare un problema di immagine, che sta causando da anni un’emorragia di manodopera. Essere un imprenditore agricolo non è ‘cool’ per l’Agricoltura è percepito come qualcosa che appartiene alla storia, ad un mondo non moderno e tecnologico. Nulla di più lontano della realtà.

(Agricoltura Tecnologicamente Avanzata)

Ma è compito di chi opera nel settore e del governo a correggere questa falsa visione. In Europa, l’età media degli agricoltori è di circa 50-55 e non più del 3% sono al di sotto di 40. Il 25% delle aziende agricole sono scomparse. Guadagnarsi da vivere è un problema quando il reddito medio di un contadino europeo è la metà di quella del cittadino medio dell’Unione Europea. Insomma sono pienamente d’accordo con Van Sieta Keimpema (Nutrizionista) quando diceva che gli agricoltori non sono super eroi ma hanno bisogno di ottenere il giusto prezzo è il giusto sostegno per il loro lavoro e produzione. Concludo che le aziende agricole che creano sviluppo, lavoro, certezza, sistema, mettendo in moto un’intera economia devono avere modo di far accadere le cose.

L’Agricoltura è la cellula fondamentale di un intero sistema.

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

 

 

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