RIVOLTA DEI PASTORI SARDI, AGRICOLTORI IN CRISI… CI VOGLIONO MINISTERI COMPETENTI.


La protesta dei pastori Sardi continua, una guerra che vede protagonista l’oro bianco, il “latte”. La nostra gente, la nostra agricoltura ancora una volta piegata dall’indifferenza di un Governo che, non riesce a far fronte ad un tema talmente evidente, sottomettendo il sacrifico dell’agricoltore, piegandolo alla volontà Europea. Mi piacerebbe vedere un politicante, Ministro del nostro Governo indossare gli abiti di un contadino: camicia grezza, scarponi, stivali, guanti… immergersi con totale sincerità nel lavoro dell’allevatore, alzarsi alle 3 del mattino e chiudere la giornata a notte fonda. Capire il sacrificio dell’uomo agricolo e di come è strutturata la sua vita, il suo tempo. 

Gli allevatori sardi da giorni a malincuore manifestano gettando migliaia di litri di latte: nei fiumi, fontane, strade, autostrade… Una richiesta umana, accettabile, chiedono che i consorzi industriali paghino una cifra equa per la loro materia prima, che serve in gran parte per fare il pecorino romano e i buoni formaggi sardi, delizia ed eccellenza italiana. La soglia ad oggi è inferiore a 60 cent al litro. In alcune città della Sardegna, negozi chiusi, lutto agricolo a favore degli allevatori: “Io sto con i pastori”. Il sacrificio di uomini che lavorano con coscienza e rispetto nel loro territorio, calpestati da una politica fuori controllo.

Adele Scirrotta (Responsabile Dipartimento Nazionale Attività Agricole e Forestali)

Lo sviluppo rurale è strettamente connesso alla politica agricola comune (PAC) e alle misure di sostegno all’occupazione. Le misure e gli strumenti giuridici dello sviluppo rurale tradizionalmente frammentati, hanno sempre sofferto di una mancanza di coordinamento, sebbene con la nuova riforma si cerchi di allinearsi sempre più sulle direttive europee. Come – Donna Impresa Agricola Industriale – credo sia opportuno dare un ulteriore contributo, affinché lo sviluppo dell’imprenditoria femminile in agricoltura e nel mondo rurale sia sempre più sostenuta e conosciuta. I consumatori possano conoscere il valore culturale, sociale e ambientale dell’Agricoltura; si possano migliorare le politiche sociali per il mondo rurale; il confronto tra le vere rappresentanze e le situazioni sia condotto in maggior coinvolgimento delle realtà agricole; nel rapporto della filiera, l’impresa agricola abbia un ruolo in condizioni di pari opportunità con gli altri attori economici; siano migliorati i servizi che consentono gli imprenditori agricoli e le imprese di conquistare il mercato con maggiori stabilità. Le istituzioni impieghino meglio le risorse europee per il comparto agricolo-industriale e ambientale in un’ottica di sistema.

L’agricoltura sia integrata nelle politiche di sviluppo economico-sociale come uno degli attori principali. E’ su questi temi bisogna che ci sia maggior controllo con il Governo locale e Nazionale e con i Ministeri competenti, affinché si possa rappresentare politicamente ma soprattutto con efficacia il comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo, passato e futuro del nostro territorio.

Concludo questa mia breve osservazione con questa frase:

Fornire alla gente rurale diritti di accesso e sicurezza al territorio. E’ fondamentale ridurre la povertà, per emancipare le persone e le comunità povere. E promuovere la più ampia crescita Economica e l’Armonia Sociale” (Prosterman, Mitchell e Hanstad 1990).

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

 

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