REALTA’ POPOLARE. UNA DONNA E LA CONQUISTA SOCIALE NELL’APPARATO AGRICOLO, PER MIGLIORARE IL MONDO RURALE.


Questo è il vero mondo della politica, persone che hanno capito che i valori della giustizia sociale che abbracciano qualsiasi campo, si mettono a disposizione attraverso il proprio settore lavorativo per lottare e difendere quei confini importanti, dimenticati dai poteri forti, come il mondo dell’Agricoltura. Ogni giorno è sempre più difficile fare agricoltura. I governi parlano di sostenibilità, sviluppo, qualità dei prodotti primari. Parole che vengono accantonate o riesumate alle prossime elezioni…

Ma come è possibile ottenere tutto questo se al centro dell’attenzione non viene sostenuto l’agricoltore?

E se un giorno non esistessero più gli agricoltori?

Ormai siamo invasi dalle più svariate professioni: medici, avvocati, scultori, insegnanti, elettricisti, idraulici … Persone come tutti noi che mangiano e ciò che mangiano deriva dal lavoro di uomini e donne che con sacrificio di abnegazione nonostante tutto continuano, perché amano la loro terra, i loro prodotti: persone chiamate “Agricoltori”.

Realtà Popolare punta su Adele Scirrotta Responsabile del Dipartimento Nazionale alle Attività Agricole e forestali. Attraverso di lei andiamo a conoscere il vero mondo, ma anche il sacrificio umano-lavorativo che si estende nel mondo agricolo in tutte le su sfaccettature.

“Mi chiamo Adele Scirrotta e sono un’imprenditrice agricola, in modo particolare opero nel comparto oleicolo. Come ho sempre scritto e dichiarato è un mio dovere contribuire affinché i consumatori possano conoscere il valore culturale, sociale e ambientale dell’Agricoltura. Si possono migliorare le politiche sociali per il mondo rurale; il confronto tra le vere rappresentanze e le contingenze primarie sia condotto con maggior coinvolgimento delle realtà agricole; nel rapporto di filiera, l’impresa agricola abbia un ruolo in condizioni di pari opportunità con altri attori economici; siano migliorati i servizi che consentono agli imprenditori agricoli e le imprese di conquistare il mercato con maggiore  stabilità. Le istituzioni impieghino meglio le risorse europee per il comparto agricolo-industriale e ambientale in un’ottica di sistema. L’agricoltura sia integrata nelle politiche di sviluppo economico-sociale come uno degli attori principali. E’ su questi temi e altri come delegata voglio proficuamente confrontarmi con il Governo locale e Nazionale e con i Ministeri competenti, affinché possa rappresentare anche politicamente, ma soprattutto un’efficace volontà nel comparto agricolo che è collante e motrice dello sviluppo: passato, presente e futuro del nostro territorio”.

Una riflessione va fatta senza tanti giri di parole cariche di ipocrisia. Diamo insieme il nostro contributo come cittadini e consumatori sostenendo il prodotto agricolo italiano.

Se ogni giorno l’agricoltura riesce andare avanti, grazie al finanziamento della Comunità Europea, soffermiamoci a pensare come è possibile che un settore di primaria importanza, come quello agricolo possa costruirsi sui soldi di una comunità di Paesi i quali a loro volta forniscono quegli stessi soldi?

In poche parole noi paghiamo per stare in Europa e l’Europa ci da dei soldi da investire nel settore agricolo. E noi con questi soldi riusciamo ad andare avanti. Produciamo prodotti che vendiamo a una miseria e riusciamo a stenti ad affrontare l’incognita del domani. Una parte dei soldi che ricaviamo dalla vendita dei nostri prodotti dobbiamo renderli allo Stato, quindi all’Europa.

Sarà un settore che Realtà Popolare avrà modo di andare a fondo, perché non è possibile che l’agricoltura in Italia venga massacrata dalle multinazionali estere, da un Governo inefficace e silenzioso, in cui il prodotto arriva sulle nostre tavole a un costo elevato, carico di fitofarmaci e veleni potenziati al massimo.

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

 

 

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