“IL CAPORALATO” COME DISTRUGGERE LA DIGNITA’ DI OGNI ESSERE UMANO.


La nuova legge, approvata in via definitiva dalla Camera, sanziona anche i datori di lavoro che promuovono forme di sfruttamento e introduce tutele per le vittime. Il disegno di legge sul contrasto al cosiddetto “caporalato”, una pratica volta allo sfruttamento de lavoratore pagato quasi sempre in nero in agricoltura. Diffuso non soltanto nelle regioni meridionali come si tende spesso a credere, ma su tutto il territorio nazionale.

Le tutele sono pari a zero, il guadagno misero, pochi euro per tante ore di lavoro massacrante. Vessazioni, prepotenze e violenze sono all’ordine del giorno.

LE DIVERSE FORME DEL CAPORALATO

Caporale – lavoratore. Organizza le squadre e si occupa del trasporto. In alcuni casi lavora con la squadra.

Caporale tassista. Si limita a gestire il trasporto. Quella è la sua unica fonte di guadagno.

Caporale venditore. Organizza le squadre e impone la vendita di beni di prima necessità. In alcuni casi fornisce l’alloggio.

Caporale aguzzino. Utilizza violenza sistematica, sottrazione dei documenti e impone condizioni alloggiative in case fatiscenti.

Caporale amministratore delegato. Gestisce per conto dell’imprenditore l’intera campagna di raccolto con l’obiettivo di massimizzare i profitti attraverso pratiche illecite.

Caporale mafioso. Colluso con la criminalità organizzata. Il caporalato è una delle sue tante attività: tratta di esseri umani, truffa per documenti falsi e all’INPS, estorsioni, riciclaggio. In alcuni casi nei confronti dell’imprenditore ha un rapporto di natura estorsivo.

Il Caporale collettivo (nuovo caporalato). Utilizza forme apparentemente legali: cooperative senza terra e agenzie interinali, per mascherare l’intermediazione illecita di manodopera.

Adele Scirrotta Responsabile Dipartimento Nazionale Attività Agricole e Forestali di Realtà Popolare.

Nonostante la legge in corso l’Italia ha dei seri problemi e il mondo agricolo non è del tutto tutelato. Adele Scirrotta imprenditrice nel settore olivicolo sente sulla sua pelle il problema agricolo del nostro territorio Nazionale. Che cosa sta ancora succedendo e cosa bisogna fare per difendere la nostra agricoltura?

“Le aziende agricole e l’agricoltura in genere stanno subendo ogni anno una dura sfida dovuta al clima e ai prezzi troppo bassi dei prodotti, ma non dimentichiamo che gli agricoltori non sono super eroi ma uomini che devono ricevere il giusto prezzo per il loro lavoro.

Ma non è finita.

Non vanno dimenticate quelle imprese, in particolare le imprese agricole che operano in un contesto rurale fortemente inquinato dalla criminalità che, trovano terreno fertile nel fallimentare silenzio delle istituzioni. Problema presente in modo particolare al sud ma non solo, è un problema presente ed esteso in tutto il territorio nazionale. Oltre all’associazione di stampo mafioso, alla truffa e dunque al caporalato abbiamo la cosiddetta contraffazione.

Un’immobile su cinque confiscato alla criminalità organizzata è proprio nell’agroalimentare.

Un problema certo che abbraccia certo l’intero Paese, ma solo con l’adozione di una seria normativa di contrasto al caporalato e non solo perché si tratta di un’odiosa pratica di sfruttamento del lavoro altrui, spesso anche quello femminile e minorile, una piaga che altera il mercato del lavoro e della produzione agricola. Oltre allo sfruttamento del lavoro vi è la debita percezione di benefici previdenziali, PAC-PSR che vanno a intaccare lo Stato sociale a danno di tutta la collettività e di tutte quelle imprese che lavorano onestamente.

Questa è la vera sfida che ci attende nei prossimi anni.

Perché si può fare impresa anche in realtà difficili, ma questo si può ottenere solo attraverso un corretto business, un corretto comportamento sociale e una corretta modalità di fare e trasmettere, cultura imprenditoriale. Tutto questo si ottiene possedendo una forte determinazione, un forte coraggio ad agire e salvaguardare la propria storia, perché la propria storia fa storia nel collettivo!”

Realtà Popolare è cosciente del problema agricolo sono succeduti tanti ministeri dell’agricoltura, chissà perché non c’è impegno da parte delle istituzioni nel difendere, tutelare il lavoro e la fatica competitiva con i paesi esteri, in cui l’importazione mette in ginocchio il prodotto italiano.

(Ufficio Stampa Maria Grazia Regis)

 

 

 

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: