ROMA. LA GIUSTIZIA CONTINUA A FALLIRE, MAESTRO AFRICANO DELLA TANZANIA VIOLENTA 26 BAMBINE DAI 3 AI 5 ANNI.


Tutti gli adulti sono stati

prima di tutto dei bambini.

(Ma pochi di loro se lo ricordano).

MEA CULPA!…MEA CULPA!… Quante volte dovrebbero battersi il petto quelli del PD o la signora Boldrini, che gridava a squarciagola che gli immigrati sono una grande risorsa umana e culturale. I finti buonisti nascosti dietro le loro bandierine della pace, le femministe quelle che urlano no alla violenza. Dove sono con le loro manifestazioni di solidarietà che non portano a nulla se non le solite parole, bruciate da tempi scorretti, perché loro sono scorrette. Silenzio, solo silenzio dietro a questa vicenda che ha dell’inverosimile, nemmeno i TG nazionali hanno avuto il dovere, più che coraggio di diffondere. Un silenzio colpevole, complice e assordante.

Roma. Jonathan Trupia, originario della Tanzania, 25 anni maestro d’asilo, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di 26 bambine di età compresa dai 3 ai 5 anni, condannato dai nostri Giudici a 8 anni di reclusione. Stiamo forse delirando? Quanto dolore dobbiamo ancora vivere, quante notizie di una bruttura umana sconvolgente dobbiamo sentire, leggere, assorbire, 26 bambine un’infanzia spezzata, bruciata dall’indifferenza, Giudici insensibili, 8 anni di carcere. Ma vale veramente così poco la vita di queste bambine?

Il maestro d’asilo africano ha avuto una pena bassa, soli 8 anni di carcere, grazie anche ai vari sconti di pena votati dal PD nella scorsa legislatura. 26 Bambine 26 anni di carcere, figuriamoci, sconto su sconti, come al supermercato.

Jonathan Trupia il maestro della scuola materna Montessori a Roma. L’africano orco era diventato l’incubo di quelle piccole alunne dai tre ai cinque anni. La pena comminata dal Giudice 8 anni di reclusione a causa del rito abbreviato che sconta 1/3 della pena, nonostante l’imputato sia stato riconosciuto colpevole di tutti i reati contestati. Trovo ridicolo il M5S deve adeguarsi al programma della Lega su questo punto che noi di Realtà Popolare condividiamo: altro che prescrizione.

Le bambine nonostante fossero minacciate dal maestro orco, una volta a casa assumevano comportamenti strani, da lì partono le denunce delle famiglie, vengono posizionate le telecamere all’interno della struttura, le immagini video portano alla luce l’incredibile verità: le violenze subite, i pianti, le urla… Il dolore straziante dei genitori nel vedere le loro bambine vivere nel terrore quotidiano. L’asilo nido un luogo in cui si proteggono i bimbi, un luogo in cui devono sentirsi avvolti dall’amore, sorrisi, dolcezza e calore umano.

Al 25 enne è stata revocata la patria podestà, ha ricevuto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, una volta fuori dal carcere non potrà avvicinarsi in luoghi frequentati dai bambini.

L’assurdo di tutta questa vicenda, solo per un anno. Rimandarlo in Tanzania no? Dobbiamo per forza tenere a casa nostra un altro rifiuto umano? 

Siamo impavidi con le parole, insistiamo a raccontare che il problema sono i maschi bianchi conquistatori, che il problema in Italia semplificandolo è il razzismo, non siamo capaci ad accoglierli con umanità. Ancora una volta il falso perbenismo di una finta accoglienza monetizzata dagli scafisti e dalle varie organizzazioni, dai tanti nomi, ma con un solo scopo guadagnare, fare business, prendere voti…

Noi italiani in balia dalla scorrettezza Umana e Politica.

(Responsabile della Comunicazione Nazionale di RP Maria Grazia Regis

 

 

 

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