NON SI PUO’ DIMENTICARE NON SI PUO’ NON SOFFRIRE ANCORA


Siamo coinvolti oggi e sempre, nulla è cambiato tutto procede, le guerre, la dittatura, le bombe che cadono a pioggia, il dolore dei bambini, giovani confusi e ribelli, madri che portano in grembo vite che non vedranno mai la luce e il sorriso della loro mamma. Non dimentichiamo il sistema della politica attuale che denigra e infligge pene esistenziali alle fasce più deboli. Chi siamo oggi noi? Quale ruolo di uomini e donne della politica, s’impegnano moralmente distaccandosi dagli interessi materiali che schiacciano valori e famiglia. L’uomo non imparerà mai, oggi è la giornata mondiale della “Shoah” 27 gennaio, una data che non potrà essere dimenticata “mai”. I pensieri corrono sul filo delle rotaie, in cui vagoni di bestiame strapieni di ebrei si avviavano nei campi di concentramento. Mio nonno protagonista delle due guerre, non amava raccontare cosa aveva fatto, a lui non piaceva salire sul gradino degli onori, benché mio padre Regis Angelo in assoluto il più giovane capo dei partigiani, coraggioso e incurante del rischio, furono tanti i gesti eroici che lo misero alla prova come futuro uomo, salvando dalla fucilazione molti suoi amici.

Finita la guerra tante persone lo ricordavano con affetto e gratitudine. Tutto questo ne venni a conoscenza attraverso i libri e i racconti di famiglia, da mio papà mai una parola. Le brutte guerre non si possono raccontare, soprattutto chi come mio papà non hai mai smesso di dimenticare. Il nonno Regis Battista proprietario di terreni a Torino era molto conosciuto, in quanto la sua azienda distribuiva il latte alla città. Proprietario di una struttura importante in cui lavoravano circa 200 mezzadri, nei sotterranei della struttura si trovavano ampie camere e gallerie che sbucavano molto fuori dalla proprietà, un buon nascondiglio per ebrei e giovani ragazzi che si erano nascosti grazie a lui, rischiando il nonno la vita e quella di tutta la sua famiglia, compreso mio padre già ricercato dai tedeschi. Gli ebrei e tutti coloro che hanno subito senza volerlo una guerra ingiusta, in cui migliaia di corpi erano soltanto numeri tatuati. Quando percorri il viale all’entrata, oggi Museo “Auschwitz” alzi lo sguardo e leggi “Il lavoro rende liberi”, entri nei luoghi in cui erano tenuti i prigionieri ebrei, le pietre di quei muri trasudano di dolore, le urla si mischiano a bolle infinite di pensieri che ti scoppiano dagli occhi in lacrime, devi scappare e non voltarti mai più … Perchè la paura è  sempre dietro l’angolo.

(Maria Grazia Regis)

 

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