CHI DIVENTA RICCO METTENDO LA TASSA SUI SACCHETTI DI PLASTICA…?


L’anno 2018 sta iniziando davvero come al solito massacrando il cittadino senza replica e senza tanti perché, come la “fregatura” ebbene si direi proprio così, che tutti noi consumatori troviamo da adesso in poi al supermercato. Chi incasserà i proventi della nuova subdola imposta? Allora iniziamo a mettere insieme i tasselli, capire e chi in queste ore sorride. Data di inizio 3 agosto 2017, giorno in cui viene approvato in commissione, con voto compatto del gruppo Pd, l’emendamento che introduce questa tassa gravosa. L’attuazione della direttiva europea ha uno scopo condivisibile, ridurre il consumo di plastica e il suo impatto  ambientale rendendo obbligatori i sacchetti con almeno il 40% di componente biodegradabile. Il Pd aggiunge un altro meccanismo diabolico: ai supermercati è vietato regalarli al cliente, pena una multa salatissima, fino a 100mila euro, ed è vietato riciclare sacchetti, vietato portarsi da casa borse o contenitori di diverso tipo. Contenti della norma i vertici di Assobioplastiche, il cui presidente Marco Versari, è stato il portavoce del maggiore player del settore, la Novamont, nota per aver inventato i sacchetti di MasterBi. Intorno alla Novamont si intrecciano coincidenze ineluttabili. L’amministratore delegato è Catia Bastioli.

Una manager che ha incrociato più volte la strada del Pd e di Renzi. Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda in cui emerge il fenomeno Renzi. Catia Bastioli nel 2014 pur mantenendo l’incarico alla Novamont, viene nominata presidente di Terna, colosso che gestisce le reti dell’energia elettrica del Paese. A giugno 2017 Mattarella la nomina cavaliere del lavoro. L’azienda che guida è l’unica italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l’80% di un mercato che, dopo la legge, fa gola: inizialmente i sacchetti saranno venduti a 2 centesimi l’uno. Ogni anno ne consumiamo circa 20 miliardi, dunque sarà un business da 400 milioni di euro l’anno. Il 15 novembre scorso Renzi ha fatto tappa con il treno del Pd proprio alla Novamont, incontrando i dirigenti a porte chiuse. Dunque, alla fine c’è l’hanno fatta. Promessa mantenuta.

(Maria Grazia Regis)

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